domenica 30 gennaio 2011

Pronti, si parte!!

Nessun commento:
E cosi' si avvicina il fatidico giorno della partenza...Sembrava cosi' lontano ed invece eccolo qui che mi piomba addosso quasi all'improvviso.
Vorrei avere ancora qualche giorno per sistemare le ultime cose e salutare tutti. Invece no, bisogna fare le valigie, chiudere tutto e andare.
Amman e' li' ad aspettarmi, e io di certo non mi faro' attendere!
A tutti voi, miei cari SCErvellati 2011, vi auguro un buon viaggio!
Dai, che a Marzo ci si rivede tutti appassionatamente a VillapUzzone!! ùùùùùùùùùù!!
P.S. E contravvenendo al punto 11 del post "come scrivere sul blog", vi lascio con questa citazione:
Tra vent'anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto.
Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro.
Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)

Impara la tua direzione da gente che non ti somiglia

Nessun commento:
Ecco, la partenza!

Sono in quella che era la mia camera…ora è una stanza vuota, solo 2 valige pronte ad essere portate via.

Guardo i muri bianchi, da cui ho dovuto staccare (mannaggia a chi vuole imbiancare mentre sono via!) tutte le foto, le frasi, le canzoni, le cavolate fatte con gli amici, le poesie, i fiori…cavoli che triste questo bianco…

ma tutto quello che c’era lo porto via con me, le frasi, gli amici, i colori, i fiori, le poesie, le lacrime e le risate fatte con il cuore…

e questo bianco che ora sembra così triste..beh aspetta solo di essere di nuovo riempito!

Bolivia arrivoooooooooooooooo!

SCErvellati vi abbraccio fortissimo e in bocca al lupo a tutti...per voi questa canzone...

sabato 29 gennaio 2011

Cotton Eyed Joe Rednex Original Version

Nessun commento:

..oggi sarà la giornata dei preparativi, della valigia...ed ecco che mi ritrovo qui..in camera mia immersa nella musica a fissare delle foto....e le mille persone che ti dicono..."che bello...che invidia...che fortuna"...uhmmm sapete che vi dico...è proprio vero siamo fortunati!! Ma son anche dell'idea che ciascuno può aiutare il suo destino..a seconda delle scelte che fa giorno dopo giorno...quindi è con un bel sorriso che vi e ci auguro un anno ricco di scosse all'anima e tanto calore umano..e con questa canzone SCErvellati..vi immagino ognuno sulla propria strada..ma uniti nel mondo..:-)
..ovviamente la canzone è una delle mie preferite e a breve metterò anche un bel video sul passo da vero cow-boy da fare per ballarla..ahaha anzi lo insegnerò anche alla mia socia e la obbligherò a fare il veideo con me..
..bè da cuoricino beach è tutto..vi stritolo...

giovedì 27 gennaio 2011

On the road again

1 commento:
In partenza. Ancora una volta. Adesso verso casa, solo per pochi giorni. Giusto il tempo di preparare le valigie per una nuova destinazione. Stavolta molto lontano: Kindu, Repubblica Democratica del Congo. Il treno ha già lasciato la stazione di Milano. Cerco qualcosa di malinconico tra i files audio, una colonna sonora che si accordi al mio stato d’animo. Che bella la malinconia, restituisce alle partenze tutto il loro senso. Perché nessuno di noi sta fuggendo. E nessuno di noi parte a cuor leggero. È davvero difficile lasciare le persone e i luoghi che ami. Mi pare che ogni partenza apra una nuova ferita. Poi, col tempo, quella ferita si cicatrizza e si riempie di significati. Diventa parte di te, racconta la tua storia e resta a ricordo dei volti, dei paesaggi, degli incontri e delle esperienze vissute.

…tra una settimana a quest’ora, dopo tre lunghi giorni di viaggio, sarò a Kindu…


E ai miei compagni dedico questa canzone!


1 commento:
Ciao ragazzi!
Volevo augurare buon viaggio e, soprattutto, buona avventura a tutti!
Un grande abbraccio,
Anne

domenica si avvicina! e Nairobi anche!

1 commento:
ragazzi, citando Piera: CHE ANSIA! e ho solo messo in vista le cose da mettere in valigia...
toto scommesse su cosa ci dimenticheremo?
Purtroppo oggi non sono riuscita a salutare tutti, in particolar modo ho perso Davide e Sergio nei meandri della Caritas! allora eccomi qui a mandare un grande abbraccio anche a voi!


e ancora un grande abbraccio e un bacio a tutti i "compagni di viaggio", oggi è stata già una prova salutarvi (niente lacrime, sono stata brava!) ma che bello pensare che quando ci risentiremo saremo sparsi per il mondo! quindi mi raccomando, teniamoci in contatto, non voglio sentire solo Baola (eheh)!


buon viaggio a tutti!

Nica 1 Nica 2

1 commento:
Eccoci, ultimo giorno in Caritas. Ieri abbiamo salutato Nica 1 e Nica 2 e noi ultimi SCE siamo qua ancora per poco. Cerco di organizzare un pranzo di saluto con gli SCE che incontro negli uffici e nei corridoi.
Allora auguro ai nicaraguensi un buon viaggio e uno splendido inizio d'avventura!!!
Ragazzi.....ci siamo!!!!! Taaaaaaac!!!

martedì 25 gennaio 2011

Non a noi

Nessun commento:
È che suonava bene anche come editoriale della newsletter, e quindi poi ho lasciato la missione a mezz'aria, ma ora è giusto che sto post torni a ricoprire il posto per cui era stato concepito, pur se in ritardo.



“Come se ogni pensiero che immaginavi nella mente fosse così intelligente che ti sembrava un crimine non condividerlo”.

Il New Yorker definisce i dialoghi di Aaron Sorkin per “Social network” “i migliori ascoltati dai tempi di Ben Hect e Preston Sturges”. In questi giorni ho trovato anche molto bellini i dialoghini de “La prima cosa bella”, ma riconosco che la frase che il babbo di fb si sente sparare dalla ex folgora.

Isole Andamane, ragazzi. Tappa breve, umida e sedentaria. Breve, umida e sedentaria. Aggettivi che non fanno onore a Port Blair e neanche ai nostri partner in loco. Ma tiro dritto, perché altrove voglio andare.

Una delle sensazioni più marcate è stata quella di sentirsi disegnati addosso i panni dei benefattori. Però è quello che è successo. Nella stanza di un'abitazione costruita dopo lo tsunami. Noi seduti su sedie. 50 donne indiane a terra, a raccontarci delle loro esperienze nei gruppi di mutuo auto aiuto cui appartengono.

Quand'ecco che una di loro prende la parola e noi non capiamo nulla delle sue accorate frasi fino a quando la traduttrice non ci sintetizza in inglese: "Vuole ringraziarvi personalmente per il bene che state facendo arrivando qua da così lontano a supportarle. Lei non avrebbe mai immaginato che potesse capitarle una cosa simile nella sua vita e non capisce perché voi lo facciate, ma vuole ringraziarvi".

Capisco che necessito di corsi di formazione per potere accogliere ringraziamenti affini senza desiderare di smaterializzarmi. Forse dovrebbe esistere una controfigura, agli antipodi del sempre buon Benjamin Malaussene (professione: capro espiatorio), qualcuno capace di rimanere lì, impassibile e sorridente, salvatore servitore e quelle cose lì. No perché, non faccio per dire, quando la ragazza del collegio c’indirizza un ringraziamento che sa di: “Prima di venire qui non sapevo che le donne avessero dei diritti, grazie a voi l’ho imparato”, a me viene da pensare ai coriandoli, ai paguri e a Houdini. Troppo imbarazzato e a disagio per accogliere dei grazie che mi spettano fino ad un certo punto.

Invece, a sorpresa, rimango lì serio e compiaciuto. Perché so cosa dire. In India, come in Nicaragua, come in Moldova o in Congo. Sappiamo cosa dire.

"Non siamo noi. Chi ha deciso di aiutarti sono loro, gli abitanti della nostra Diocesi".

Sarebbe stato un crimine non condividerlo?

venerdì 21 gennaio 2011

Come scrivere sul blog

7 commenti:
Martedì abbiamo visto molto rapidamente come scrivere un post sul blog. Ho trovato un bel vedemecum semi serio scritto da Simone Sellerio che non solo merita di essere letto ma penso debba essere rilanciato. 
La sfida? Arrivare al numero 56 dell'elenco grazie a un'aggiunta da parte di tutti i redattori di questo blog. Secondo me ce la si può fare!
Aggiungete e date sfogo alla vostra creatività.
Chi comincia?

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi. 

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario. 

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata. 

4. Esprimiti siccome ti nutri. 

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc… 

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso. 

7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione. 

8. Usa meno virgolette possibili: non è "fine". 

9. Non generalizzare mai. 

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton. Ok? 

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: "Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu." 

12. I paragoni sono come le frasi fatte. 

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s'intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito). 

14. Solo gli stronzi usano parole volgari. 

15. Sii sempre più o meno specifico. 

16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive. 

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale. 

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente. 

19. Metti, le virgole, al posto giusto. 

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile. 

21. Se non trovi l'espressione italiana adatta non ricorrere mai all'espressione dialettale: peso e! tacòn del buso. 

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono "cantare": sono come un cigno che deraglia. 

23. C'è davvero bisogno di domande retoriche? 

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe - o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento - affinché il tuo discorso non contribuisca a quell'inquinamento dell'informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media. 

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia. 

26. Non si apostrofa un'articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile. 

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi! 

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri. 

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili. 

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l'autore del 5 maggio. 

31. All'inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo). 

32. Cura puntiliosamente l'ortograffia. 

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni. 

34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve. 

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione. 

36. Non confondere la causa con l'effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato. 

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni. 

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures izomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva - ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica - eccedano comunque le competente cognitive del destinatario. 

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che. 

40. Una frase compiuta deve avere".

Responsabili

2 commenti:
[Giordania]
[Libano]
[Nicaragua]
[Bolivia]
[R.D.Congo]
[Kenya]
[Moldova]

mercoledì 19 gennaio 2011

1 commento:
scervellati e il primo scoglio:la contabilità!
direi decisamente 1-0 per noi!e con lo spirito onnipresente di Domi si prospetta vittoria assicurata per l'intero anno!

martedì 18 gennaio 2011

mARTa

1 commento:

mARTa


…con una terribile difficoltà a scrivere pubblicamente… :)


Cosa ti piace? Non sono sicura di saperlo. E questo un po’ mi piace - “libertà e perline colorate”


Perché lo SCE? In questo momento, è per me la scelta migliore che io possa fare, razionalmente e irrazionalmente - “all’ albeggiare emersi”


Sensazioni all’ inizio del viaggio: confusione cilena di Copenhagen - “el valor para marcharse el miedo a llegar”


Aneddoto: LiMaNiMa correndo nel prato del nonno – …“che il mondo vada per la sua strada!”

Brindiamo alla partenza!

2 commenti:
Mi chiamo Simona, ho 25 anni, sono Assistente Sociale e sto partendo per il Kenya, e fin qui è facile parlare di me.
Io ho un cane, piccolino (di dimensione, ha quasi 12 anni), è femmina, si chiama Kira. Passiamo le giornate a coccolarci, a giocare, poi io le parlo anche, non aspetto di certo una risposta,ma mi piace che mi si facciano poche domande … ho anche un ragazzo, passiamo le giornate a coccolarci ,a giocare, e con lui per fortuna chiacchiero, anche troppo, sa tutto di me … e ora prima della partenza mi viene un’ansia pazzesca a pensare di non averli sempre vicino, soprattutto Kira farà davvero fatica a comunicare con me tramite skype. E mi sembra assurdo che tutto d’un tratto non potrò vedere e sentire Fabio (si, il mio ragazzo) quando voglio. Mi sono già informata su tutti i mezzi che avrò a disposizione per chiamare a casa, i costi e tutto ciò che riguarda la telecomunicazione. Il mio compagno di viaggio credo di averlo già spaventato abbastanza, penso che abbia il terrore di me e del mio timore di stare male a causa della nostalgia! (Emanuele, mi farò perdonare!)
E quando mi viene paura, quando penso “Ma chi me l’ha fatto fare! Sei un’incosciente!”, concentro l’attenzione sull’Africa: immagino giraffe, bonghi, ragazzini che giocano, vicini di casa accoglienti,il bagno di cui abbiamo avuto un’anticipazione, il swahili, il verde, il sole, la terra rossa… e non dico che l’agitazione sparisca del tutto, ma mi ricordo perché mi sono presentata alle selezioni del SCE a settembre, del mio mal d’africa che possiedo da bambina pur non essendomi mai recata nel continente nero. E non vedo l’ora di essere lì, sul posto, a scrollarmi via questo estenuante stato di attesa.

E allora brindo prendendomi gioco della mia ansia, perché lo spumante, si sa, scioglie i nervi…
E brindo al Kenya chiedendogli di stupirmi, a Nairobi perché mi accolga  a braccia aperte rendendo questa esperienza talmente bella da allontanare qualsiasi nostalgia… 

da che parte inizio?

4 commenti:


“Iniziate il Blog scrivendo qualcosa di voi, con tanto di foto”

NOOOOOOOOO e ora che scrivo? Come inizio? Come finisco?
Potrei iniziare con….
Ciao! Sono Martina, ho 23 anni e ho deciso di fare il Servizio Civile con Caritas Ambrosiana, mi spediscono in Nicaragua. Mi piace bere il tè il pomeriggio, ho un cane che si chiama Polonio e due pesci rossi, sono pigra e non mi piace il cioccolato.
Ma non mi sembra granché anzi, fa decisamente schifo.

Che fatica! Ogni volta che devo raccontarmi a qualcuno prende il via un turbine di pensieri in cui è difficile trovare un ordine. Inoltre l’affare si complica quando devi essere messa li, nero su bianco dove tutti ti possono leggere, ogni pensiero sembra stupido o che non possa interessare a nessuno; insomma, devi scegliere bene le parole e scegliere non è decisamente il mio forte.
Devo dire però che rispetto allo SCE sono stata proprio brava; mi sono informata, ci ho riflettuto, ho compilato la domanda, fatto i colloqui necessari, superato la selezione…ed eccomi qui. Niente ripensamenti, dubbi o momenti di crisi, è stato un percorso sereno.
Questa facilità, devo dire, che ha stupito anche me; solitamente anche solo capire cosa infilarmi la mattina diventa un affare di Stato, 10 minuti con lo sguardo fisso all’armadio aperto.
Questa volta è stato diverso, forse perché la curiosità è sempre stata una caratteristica che mi appartiene. In fondo questa decisione di partire credo sia figlia di quella spinta, forse infantile, che ti fa scuotere e sbirciare il pacchetto di Natale sotto l’albero, cercando di capire cosa contiene.
Ecco, oggi è un po’ come se fosse la Vigilia e tra poco il mistero verrà svelato sicura che il regalo non possa deludere.

Bebe

3 commenti:


Ciao, mi chiamo Benedetta, abito a Torino e ho 28 anni. Pessimo inizio direi. Quindi ricomincio.

Ciao, sono Bebe. Bebe è come io stessa da piccolina pronunciavo il mio vero nome. Bebe, è il mio soprannome e così firmerò i prossimi post. In queste poche righe cercherò di scrivere un pochino di me, di quello che mi piace e di quello che non mi piace. Ma soprattutto le mie parole saranno principalmente dedicate a descrivere il grande caos interiore e organizzativo che caratterizza questa fase pre-partenza.

Che cosa mi piace? Beh, mi piacciono da morire le ciliege. In realtà non è solo il gusto che mi piace. Della ciliegia mi piace tutto. Dal colore alla forma. E poi ho dei ricordi bellissimi legati a questo frutto. Quando cioè da piccolina, giocavo con i suoi grappoli facendo finta che fossero degli orecchini da indossare. E facevo la gara con mia sorella per trovare il grappolo più grande. Se ho una passione per le ciliege, lo stesso non vale per le amarene. Proprio non mi piacciono, troppo amare.

Beh, poi mi piace tantissimo il mare. Adoro nuotare. Adoro la barca a vela. Adoro pescare. Ma non adoro certo la sabbia. Quella sì che mi da fastidio.

Poi mi piace viaggiare. Anzi, mi piace tantissimo viaggiare. Ed è forse questa passione, insieme alla mia crescente consapevolezza nei confronti del mondo in cui vivo che mi ha portato dove sono qui, oggi. Oggi, in attesa di scoprire come sarà l’anno che verrà. In attesa di scoprire, un mondo a me sconosciuto, il Congo.

Diciamo che speravo in queste settimane di formazione di riuscire a dare qualche risposta alle mie mille domande. In realtà è accaduto esattamente l’opposto. Le domande si sono moltiplicate e le risposte dimezzate. E non certo per colpa di qualcuno. Ma perché più la partenza si avvicina più mi si presentano dubbi, questioni, domande e curiosità che troveranno probabilmente risposta solamente una volta arrivata a Kindu.

Però qui un’altra domanda sorge spontanea: quand'è che riusciremo a mettere piede in terra congolese? Ecco l’itinerario proposto oggi da Maurizio: Milano-Bruxelles. Bruxelles-Kigali. A Kigali ci fermeremo per una notte, in attesa di una macchina che ci porti a Goma, Congo. Anche a Goma trascorremo una notte, ripartendo la mattina seguente con finalmente destinazione Kindu. 3 lunghi giorni di viaggio!!!

Beh, ma forse è proprio questo il bello dell'avventura. E' proprio questo il senso dell'esperienza che io e la mia compagna di viaggio ci apprestiamo a vivere. Tuffarsi ed immergersi in tempi e contesti diversi ed imprevedibili. Buon viaggio a tutti!!!

HAKUNA MATATA :-)

A magic trip

1 commento:


CIAO! Sono Marco, ho 25 anni e vengo da Bergamo( dove si dice pota ). Avrei voluto cominciare scrivendo una citazione che parlasse di viaggio e conoscenza, ma ovviamente quando servono non vengono mai in mente.
Che dire, ecco si, mi piace davvero tanto andare in montagna col mio cane, bob3( i primi 2 sono morti,ma se la son davvero goduta la vita), e camminare fino a quando mi scoppiano i polmoni,quando senti che potresti svenire da un momento all’altro; ma ti senti cosi libero,cosi leggero. E il sorriso non può che aleggiarti sulle labbra,e allora ti spingi ancora più al limite fino ad arrivare alla vetta,dove si apre un paesaggio da cartolina,la cartolina della tua felicità,e tu ti senti proprio bene, e vorresti essere proprio dove sei,perché sei parte della montagna,del vento, degli alberi..sei un tutt’uno con la natura.
Sto per partire per un anno, me ne andrò in Nicaragua per un anno,come volontario del servizio civile all’estero. Perché questa scelta, vi starete chiedendo(sperando abbiate letto almeno fino a qui ); avevo un lavoro che mi piaceva,ho molti amici qui e mi trovo bene nel posto in cui vivo.
Bè, credo sia la voglia di mettersi in gioco,quel piccolo brivido che mi percorre schiena e stomaco quando penso di viaggiare,di conoscere nuove culture,di dare una mano,di scoprire nuovi punti di vista.
E pensare che tra poco più di una settimana partirò mi prende bene,come un bambino quando vede un pagliaccio o un animale strano o qualcosa di colorato,cose insomma che noi “adulti” sempre più spesso non ci soffermiamo più ad osservare,ma che per un bimbo sono fonte di fantasticherie,di gioci fantastici e corse senza fine pensando di essere un supereroe.
Qualche settimana fa ho conosciuto Pietro, un bimbo di tre anni,che mi diceva di avere dei superpoteri che lo facevano volare,e, per dimostrarmelo,continuava a saltare per la stanza; ed era bellissimo guardarlo,ero ammirato da come la sua convinzione lo portasse a sentirsi davvero una persona coi poteri.
Ecco,io mi sento cosi,con la voglia di correre e di volare,e di partire per questa nuova avventura di servizio civile all’estero!!!!!

Indicazioni Stradali

2 commenti:
Un mio amico qualche mese fa, arriva al bar e dice:”ragazzi vado a fare l'Erasmus in Polonia!”. Si, lo so vi starete chiedendo: uno, cosa centra, due cosa ci va a fare in Polonia?! Lasciamo perdere per un attimo le motivazioni personali che l'hanno portato in Polonia, il punto è che presa la macchina io ed altri due amici abbiamo attraversato austria germania un pezzo di repubblica ceca e ce lo abbiamo portato.

Qualche mese dopo io entro al bar e dico: ”bagai faccio lo SCE in Kenya!”. Si lo so, vi starete chiedendo: uno cosa ci vai a fare in kenya, due voglio vedere come ci arrivi in macchina stavolta...In effetti me l'hanno chiesto anche loro, i miei amici, ma avevo la risposta pronta: basta attraversare Austria Ungaria Romania Bulgaria Turchia Siria Libano Israele Egitto Sudan Etiopia ( un mio amico più coraggioso ha proposto dopo la Turchia di attraversare l'Iraq l'Arabia Saudita e lo Yemen per prendere il traghetto e andare in Gibuti e poi Etiopia, ma il traghetto era pieno....), per arrivare finalmente in Kenya. (grazie googlemaps...)

Come avrete immaginato alla fine prenderò l'aereo e non mi accompagnerà nessuno, con la macchina, ma se mi accompagnerete tutti leggendo questo blog io accompagnerò voi per Nairobi!

Emanuele

ps: se qualcuno volesse venire lo ospitiamo volentieri!

Ready to go!

4 commenti:
Fumetti, giochi, risate, affetto, sport, natura… questo è quello che mi piace e che in Italia ho sempre cercato, sono certa che troverò tutto ciò, e ancora di più, in Moldova! Solo, trovare Julia o Diabolik in rumeno lo vedo difficile…!

Perché partire? Credo sia la voglia di avventura ad avermi spinto a questa scelta. Insieme al desiderio di rendermi utile. Conoscere il mondo, incontrare nuove persone, portare un sorriso, ricevere un abbraccio.

E partiva l'emigrante....

7 commenti:
Ad esempio a me piace la strada, col verde bruciato, magari sul tardi…..
…."magari" a me piace, come concetto, come idea, come parola jolly che dici quando non hai proprio una risposta o quando hai tutto in testa ma non riesci a dirlo. Come quando ti chiedono -ma se ti prendono e poi parti? Io rispondo -Magari! e poi magari parti davvero e magari parti per un anno e poi magari non te l’immaginavi per niente che fra tutti quanti avrebbero scelto te. E poi magari pensi agli amici da salutare, alla valigia da fare, alle cose da portare e magari realizzi che tutto il tuo mondo dentro una valigia non ci sta e che ci sono scelte da fare e che scegli quello che ti piace e a me piace leggere, ma il peso della cultura un check-in non lo regge e magari pensi ad altro che devi portare e che magari non ti piace e a me non piace la novalgina , ma so che quella dovrò portarla. E magari potessi portare anche tre amici stretti stretti in una valigia, che magari occuperebbero i vuoti che non si riempiono e i sorrisi che ti mancano, ma magari porterò un pc che non mi piace tantissimo, ma che sicuramente mi servirà molto. Magari porterò anche pazienza e allegria, che sicuramente potrebbero servirmi, arroganza e presunzione le lascio a casa che occupano troppo spazio e poi litigherebbero con voglia di stupirsi e curiosità. Magari, ad esempio, a me piacerebbe riuscire a far vedere le cose che io vedo e guardare con altri occhi e poi questa incontinenza comunicativa che mi piace come concetto, ma che forse rischia di inondare troppo….
……Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
se mai qualcuno capirà
sarà senz'altro un altro come me……ma, magari, anche no!


sempre in cammino...

5 commenti:

Ciao! Mi chiamo Elisabetta, sono una persona aperta, curiosa, che ama superare i propri limiti, il mio cammino mi porta in Nicaragua perché spero di spostare ulteriormente i miei confini.
Ricerco un confronto tra culture, tra persone, sono animata da una sete di conoscenza, di scambio con l’altro, perché credo che da qualsiasi persona si possa imparare qualcosa, anche dalle persone apparentemente più semplici, in quanto spesso sono le persone più autentiche, prive di filtri imposti da chi vuole appartenere pienamente alla società moderna.
Credo che questo anno mi regalerà molte difficoltà, che mi serviranno per mettere in discussione il mio modo di essere e mi creeranno contrasti e trasformazioni che indurranno ad un cambiamento.
La mia voglia di partire rappresenta la mia voglia di mettermi in gioco, di condividere le problematicità, le insicurezze, le incertezze e le paure che subiscono le persone in mondi meno “fortunati” del mio, credo che dalla sofferenze si possa imparare molto.
Come dice Fabrizio De Andrè in Via del Campo:

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.

Eccomi qui!

2 commenti:

Ciao a tutti!! Io sono Paola, Baola per gli amici....sono stati gli “arabi” a ribattezzarmi così: nel loro alfabeto infatti non esiste la lettera “p”...Voi direte: “bè, Baola non è così male!”...Ma provate un pò ad aprire il dizionario italiano-arabo/arabo-italiano e cercate “baol”....siete curiosi di conoscere il significato??...non so neanche se si può scrivere in un blog, ma ve lo dico lo stesso......vuol dire....pipì!!! Tra l'altro anche accostando le mie iniziali (Paola Pazienti) si ottiene un analogo risultato...pp..pipì!!! Comunque, vi starete chiedendo il perché di questa strana digressione etimologica...in realtà era un semplice modo per presentarmi e per parlare un po' di una delle mie passioni: l'arabo! Ho infatti studiato lingue orientali a Roma. Questa scelta è stata davvero fondamentale per me...mi ha permesso di viaggiare, conoscere un'altra cultura e nuove persone, confrontarmi con un mondo molto lontano dal nostro!!

Ora mi ritrovo qui, di nuovo pronta per un altro viaggio! Partirò a fine mese per la Giordania insieme a Yuri, il mio futuro compagno di sventure arabe!! Ma questa volta, però, le cose sono un po' diverse....non sarà il solito viaggio di studio o il solito stage...è un anno importante, un anno che mi sono presa per riflettere e capire quello che voglio davvero fare “DA GRANDE” !!!!!!!

Per ora è tutto!! E come direbbero i miei soliti amici arabi, INSHALLAH!!!

Passo e chiudo,

Baola

Buongiorno signori..

2 commenti:
Chi sono io?
Bhè.. io sono frutto di quella che chiamo una “generazione di cuori” : ironici nel dramma e generosi di nascita.
Per decifrarmi avresti dovuto vivere i miei sorrisi e le mie lacrime.
Per interpretarmi avresti dovuto conoscere le personalità che mi hanno cesciuta, ma tu stai ancora imparando a conoscermi , quindi potrei dirti che..

Se ti definisci “genio e sregolatezza”.. bhè!!in me troverai poco genio, ma molta sregolatezza...ad ogni modo si potrebbe essere amici.

De Andrè intonava: “ Umbre de muri muri de mainè dunde ne vegnì duve l'è ch'anè” ( Ombre di facce, facce di marinai, da dove venite, dov'è che andate).. E dov'è che vado io?
spesso mi soffermo a pensare se le mie partenze siano da definirsi (più propiamente) viaggi oppure fughe .. sta di fatto che difficilmente respingo la pulsione di "andare"..

“ Ricorda sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”... Vivi, sbaglia, impara e aiuta... così scriveva Neruda e così io voglio vivere..

Eccomi..

2 commenti:
"Borsa..costume…forcine…lacca..scaldamuscoli…ed eccomi entrata..penombra….- e uno due tre..via via leggere…stendi il piede…tira quelle ginocchiaaaaaaaa-….un camerino, i volti di sempre, le mie compagne..si ride si scherza….si inziai il riscaldamento…gli sguardi….l’odore della pece…- oh cavoli non mi ricordo cosa c’è dopo quel pezzo li?-c’è la diagonale… ma no che dici?!non c’era all’8 il pas de chat? -…rumore.. agitazione..musica…si prova.. posizioni….. luci..l’audio….voci…...abbracci…sorrisi…è il momento!
ci si allaccia le scarpette…quel nastro avvolge la tua caviglia e da li senti salire l’energia per tutto il corpo…il tutù…un sogno…si prova una leggerezza insipiegabile a parole…l’eleganza per eccellenza…………...BUIO………...nonostante tu possa percepire le tue compagne…sentire le loro vibrazioni dai pori della pelle….…eccoti li……..…SOLA…..su quel palco consumato…ti concentri sul tuo respiro…si fa affannoso………il cuore….un unico battito…”vorrei che tutto fosse perfetto, vorrei raggiungere i risultati tanto attesi dopo il duro lavoro…ma soprattutto vorrei riuscire a trasmettere forze, energia,emozioni a chi mi guarda..”…luci..il sipario rosso si apre…uno sguardo si eleva per una frazione di secondo….…..gli applausi….e…. ci sei solo tu…con le tue mille paure…difficoltà…attimi di vita..gioie….lasciatele scorrere dentro…affrontale…e balla….”

Questo momento è forse ciò che più mi rappresenta, il modo in cui affronto la vita e come affronterò questo nuovo anno…momenti di svago e divertimento in sala, momenti di lavoro e fatiche dietro le quinte e momenti di azione sul palco….condividendo una parte dello Spettacolo della mia vita..




Bolivia all'arrembaggio!

3 commenti:
Nome: Piera
destinazione: Bolivia
stato: all'arrembaggio!
pensieri: aiuto che ansiaaaa!

eccomi qua, pronta per partire...pronta…ancora non lo so…la mia testa si! Si, vola già in Bolivia ma si ferma un po’ troppo sulle nuvole per poter riuscire a realizzare veramente quello che sto vivendo.
E mi vengono in mente le parole di una canzone di Jovanotti , "La linea d'ombra"...



La nebbia che io vedo a me davanti, per la prima volta nella mia vita mi trovo a saper quel che lascio e non saper immaginare quello che trovo..



Cavoli la partenza è tra pochissimo e sei qui, in mezzo ai volti di persone che da sempre hanno accompagnato la tua vita…ah i saluti, la parte per me più difficile, per cui ho sempre un rigetto e in questo momento ancora di più…e cosa mi aspetta? un viaggio, un percorso, una crescita e soprattutto volti nuovi, persone da conoscere e ascoltare, che accompagneranno questo mio lungo anno…e ti fai mille domande, mentre armeggi tra le valigie, le vaccinazioni da fare, ma questo è da portare? Ci viediamo prima che vai via??? cavoli in mezzo alla confusione della tua stanza ( e della tua testa!), ti rendi conto che il momento è arrivato…la Bolivia mi aspetta e io? Io sono pronta? Ommioddiooo che ansia!

Mi offrono un incarico di responsabilità
non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto
se scegliere la fuga od affrontare questa realtà
difficile da interpretare ma bella da esplorare
provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare
portato questo carico importante a destinazione
dove sarò al riparo dal prossimo monsone

mi offrono un incarico di responsabilità
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare
studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò
levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione!


E dunque allora, io sono pronta! leviamo l’ancora e via, all’arrembaggio! Pronti ad esplorare e curiosi nel conoscere, decisi a mettersi in gioco, a fare, disfare, carichissima!
..ed io, ecco qui, ci metto anche la faccia! =)

Non per caso

1 commento:



Il servizio civile all'estero non viene per caso. Lo insegui per anni interi, riempiendo l'attesa con l'immaginazione.

Per arrivare a scrivere su questo blog i sedici membri del gruppo di cui faccio parte hanno superato selezioni in cui si sono confrontati con decine di aspiranti. Oggi, a due settimane dalla partenza, li attende in confronto più atteso: quello con loro stessi.

Amo pensare che il blog dei volontari in servizio civile nasca con questo scopo: raccogliere brandelli di vite vissute non per caso.

Inseguo Beirut da anni. Lascerò che sia lei a descrivermi, attraverso questo blog. Io, da parte mia, proverò con questo blog a descrivere Beirut.
Buona Lettura!
Paolo Martino

RDC

5 commenti:

Dunque… abbiamo appena vagliato le possibilità di partenza con Maurizio e Benedetta.

Entro il 4 febbraio sarò a Kindu, Repubblica Democratica del Congo. Manca davvero poco…

Ah! Già.. io sono Olivia e mi preparo a un anno di vita nel cuore dell’Africa.

Il mio umore cambia alla velocità della luce in questi ultimi giorni di formazione qua a Milano. Certo, ho scelto io di partire e sono entusiasta di questa nuova avventura, ma le emozioni che mi trovo a vivere in questi giorni sono così diverse e contrastanti che a volte ne vengo sopraffatta. Mi mancheranno le persone che lascio sparpagliate in giro per l’Italia e spero di ritrovarle tutte al mio rientro.

Ci sono ancora molte domande alle quali non ho una risposta. Tutto si definirà e prenderà forma strada facendo. Che curiosità e che voglia di riempirmi gli occhi di un universo assolutamente nuovo per me.

Così ci siamo, un nuovo viaggio inizia e il mio cammino continua. Chissà dove mi porterà e cosa mi regalerà quest’anno così intenso che mi aspetta.

Poche parole per ora, un saluto a chi rimane e ai compagni di sce che partiranno per altre destinazioni.

E una citazione di Kerouac che ci sta sempre bene prima di una partenza…

“Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere ma non importa, la strada è vita...”

Olivia

Cominciò così.....

2 commenti:
È giovedi sera. La qual cosa promette bene. Festa, amici, alcool e cosi via. È la dimensione che mi serve, quella in cui più mi trovo a mio agio. Risate, battute, imitazioni, e quell’insana voglia di essere al centro dell’attenzione. Diceva De andrè che se sai suonare ti tocca farlo e ti piace lasciarti ascoltare. Si può dire la stessa cosa per chi sa sparare stronzate? Io lo dico per me, ognun per sé e dio per tutti. Ma questo giovedì sera sono tutti troppo impegnati per immergersi nel mondo dionisiaco delle stupidaggini dette a mitragliatrice. Quello esce con la ragazza, quell’altro con la si spera futura ragazza, quell’altro ha l’esame domani, quell’altro ha l’influenza. Grande. Mi tocca la serata a casa. O forse no. Suona il cellulare, la prima volta. Niente casa, stasera, si va a Terzigno dice Daniele. Bè, poco male, nutrirò la parte socialmente impegnata dei miei neuroni stasera. Ma allora è vero che vuoi somigliare a Che Guevara e Don Chisciotte. Carichiamoci un paio di birre, non si sa mai che riusciamo a fare questo e quello. Che posto strano, Terzigno. Ci sono stato una volta in vita mia, era il matrimonio di un amico di famiglia, avevo si e no dieci anni e cavolo, mi annoiai a tal punto che rimpiansi di non essere a scuola. Le camionette della polizia. Non quella che definirei un’immagine che mi ispira. Sapete, ricordi poco gioiosi, cariche, lacrimogeni e manganelli. Il mio immaginario è colonizzato da brutte esperienze col potere e chi lo rappresenta, in una declinazione tipicamente meridionale. Pulcinella, De filippo, Troisi. Non immaginavo ci fosse tanta gente a Terzigno. Conosco anche un ragazzo di Roma, e poteva mai non parlarmi di Totti? Oddio, ma quando lo capiranno che è un ex-giocatore oramai? Poi c’è Maria. Avrà 50 anni o poco più. Occhi scuri e tristi, come la terra in cui vive. Non ci vivono più il marito e due figli. Anzi non vivono proprio più. Morti. Tutti per cancro. Vive vicino alla discarica. Gennaro, ne avrà 70. Lui ha perso un figlio e un nipote. Amen. Vive vicino alla discarica. Salvatore. Già operato due volte, non ha molte speranze di farcela. La moglie non lo piangerà, Iei è già morta. Vive vicino alla discarica. I volti, i nomi, le storie. Mi sa che le birre rimarranno in macchina. La rabbia, che mi sale. La stessa che mi saliva nelle baraccopoli di Dakar, nelle periferie del Cairo, negli orfanotrofi del Mali, luoghi dove sono fioriti imperi e da dove oggi parte un’umanità triste, che sparge i suoi figli in giro per il mondo come una ferita che non si rimargina mai. Quanti pensieri confusi nella mia testa. Adesso tutto sembra più piccolo, la voglia di festa del giovedì sera, le mie passioni, il cinema, la musica, i libri. Smarrimento. Ecco la parola giusta. Ma non c’è tempo per ritrovarsi. Arriva la polizia, arriva la risposta alle richieste di giustizia, arrivano le fughe precipitose, i blocchi, il sangue. Cosa ne è di Maria, di Giuseppe, di Salvatore? Chi ascolta il loro lamento? Chi tenta di sorridere quando ti raccontano degli aneddoti dei loro cari scomparsi? L’importante è l’ordine pubblico, l’essere umano e l’individuo vengono stuprati dagli ordini dall’alto, cosi come a Dakar, Il Cairo, Bamako. E poco importa se loro cercano di arrivare da noi in fuga dall’orrore, sono solo numerini per i dati rassicuranti del sorridente ministro dei temporali. Che notte. Pensare che avevo programmato di bere, ridere e giocare. Ma la vita è anche questo, ed è questo che mi piace fare, starci dentro, altrimenti il senso si perde. È già l’alba. Ovviamente sono illeso, a scappare sono sempre stato il numero uno, da piccolo ad acchiapparello ero un mago, per chi sapesse come si gioca. La gente ritorna alle loro case e ai loro innumerevoli lutti sovrapposti. Torniamo a Napoli. Di prima mattina a Mergellina, ti puoi quasi dimenticare di tutto il resto, ecco cosa mi riempie e mi da la forza. La bellezza. Non c’è foschia e vedi Capri che sembra la puoi toccare. Quella laggiù è Procida? La bellezza ci aiuta, la bellezza è nelle strade, la bellezza è in Maria e Gennaro, nelle persone, nello stare vicino a chi ha bisogno. Torniamo a casa va. Venerdì mattina. Ottimo momento per dormire. Serranda chiusa, pigiama e russata libera. Cado subito in dormiveglia. Il cellulare. Suona la seconda volta. Ma come avrò fatto a dimenticarmi di spegnerlo? Chi sarà che rompe alle 10 del mattino? Caritas. Sono stato selezionato. Giordania. Stupendo, questa sì che è una notizia. Stasera si festeggia. E mi toccherà pure offrire.