giovedì 8 settembre 2011

L'estate di Myrella


Per me che non ci sono (ancora) stato, il Sudamerica è fatto di istantanee prese tutte dal mio immaginario, nutrito da letture, film, racconti e magari qualche stereotipo. Mi viene in mente la lunga serie di intrepidi rivoluzionari di cui Guevara è solo il rappresentante più famoso, la stoica resistenza delle popolazioni indigene, l'esplosività di colori, suoni e danze, la fantasia nel calcio rappresentata al massimo dall'argentino Pibe de Oro che deliziò Napoli e il mondo con le sue giocate divine.

Ma da adesso, il continente reaparecido mi farà venire in mente anche qualcos'altro, ovvero il viso di una ragazza dolce che ho avuto la fortuna di conoscere qui ad Amman, precisamente nella prigione femminile della capitale giordana. La sua storia è stata già raccontata un paio di anni fa da Sara, una vecchia serviziocivilista qui in Giordania, ma vale la pena di ripeterla.

Myrella nel suo Perù assistette al fallimento della panetteria di famiglia, che stava costando la casa in odore di pegnoramento e allora con l'incoscenza tipica della sua età decise di accettare la proposta di un narcotrafficante di trasportare in Giordania ovuli di droga ingerendoli prima di salire sull'aereo. Purtroppo la cosa non andò bene, ed esplose un ovulo dentro il suo stomaco, portandola quasi alla morte. I dottori riuscirono a salvarla giusto in tempo, ma al risveglio trovò oltre cinque anni di galera da scontare a migliaia di chilometri di distanza da casa sua.

Myrella è uscita il 21 giugno, il giorno in cui entra l'estate, e allegoricamente è cominciata anche l'estate della sua esistenza, libera finalmente dal debito da pagare. Quando siamo andati a trovarla è stato molto emozionante, poterla vedere dal vivo e non attraverso un vetro, e anche il suo sorriso aveva preso una luce nuova, o forse era solo la luce del sole che finalmente le irradiava il viso dopo tanti anni di oscurità.

Come lei ce ne sono altre che visito settimanalmente, ma di nessuna avrò la fortuna di vederle dal vivo come lei, perchè tutte hanno una pena che terminerà quando il mio servizio civile sarà già finito da tempo, e vedrò questo anno come una cosa passata ma sicuro le sensazioni che loro e Myrella mi hanno dato saranno ancora vive dentro di me.

1 commento:

  1. Marisa di Pareto11 settembre 2011 21:08

    L'esplosione di colori della carta geografica corrisponde sicuramente all'arcobaleno che c'è nel tuo animo.

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