venerdì 18 febbraio 2011

Timbri..





Ciao, mi chiamo Elisa e sono B positivo.



Per ottenere un permesso di soggiorno in Moldova è necessario godere di buona salute.
Nulla da recriminare, dico io, non fosse che molti test si basano sulla rigorosa prova della fiducia!
(o solo per noi?).

Seguendo il tacchettio di Eléna,
nostro angelo custode in questi giorni di sequela, facciamo visita ad ogni specialista del campo medico.

Uno specialista.. "taccc".. un timbro

Penso alle lunghe file dinnanzi la questura di Genova; Blanca si alzava alle 3 del mattino per sistemarsi ordinatamente in coda.

Penso alla disputa di questi ultimi giorni: Benigni, cachet, Belen e Belin.. ma perché nessuno pensa al Bahrein?

Penso che .. sono tanti gli argomenti su cui non meditavo..

Oggi però non voglio fare dell'inutile oratoria, oggi penso..

5 commenti:

  1. Marisa di Paretp18 febbraio 2011 17:53

    Mi meraviglia che" La Caritas Ambrosiana" non abbia canali preferenziali per i vostri permessi e soprattutto dobbiate espletare personalmente queste formalità .Il Servizio Civile è comunque riconosciuto a livello nazionale e ministeriale
    e quindi dovrebbe passare tutto attraverso le ambasciate a rigor di logica .
    Comunque giunga anche in Moldova un caloroso grazie

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  2. I famosi canali preferenziali.... quelli "tradizionali" si usano anche la....
    A proposito... ma lo psicologo che vi chiede di cantare "Italiano vero" ve l'ha già messo il timbro???

    Stefano

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  3. Dopo gli uffici per il permesso di soggiorno, tutto vi sembrerà in discesa...o quasi! :)

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  4. Purtroppo il tanto atteso psicologo italianista (o italofono?) non ci ha chiesto nulla.. e pensare che ci eravamo già preparate uno stachetto!
    Comunque.. in due sole mattinate abbiamo finito tutti gli esami clinici! un record!

    Cara Marisa, grazie per il tuo post!
    Credo che Caritas non possa intervenire in merito al permesso di soggiorno..
    per quanto riguarda lo stato.. bhò, non so che dire :)

    Un saluto!

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  5. I volontari hanno firmato un contratto con la Presidenza del Consiglio e, a rigor di logica, dovrebbe essere lo stato italiano a riconoscere ai ragazzi uno status specifico. A rigor di logica. In ogni caso siamo ospiti a casa di altri che, come noi, hanno stabilito normee per risiedere regolarmente. E, come avviene in Italia, le formalità non possono essere espletate per delega. Ma, leggi a parte, penso che superare gli ostacoli della burocrazia, comem scrive Elisa, ci permetta di comprendere meglio ciò che vivono ogni giorno tanti migranti che sperano di trovare una vita migliore nel nostro (bel)Paese.

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